Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia, TerraRossa edizioni, 2024
Nella storia di Madre e di Padre ci sono degli avvenimenti che determinano un prima e un dopo. La nascita di Maggiore e poi quella di Minore, ad esempio, o l’incidente che li coinvolge, ma anche episodi apparentemente marginali dirottano le loro esistenze, come le nostre: delle mani che si sfiorano per caso e poi si trattengono appena più del dovuto, o l’apertura casuale di una chat altrui. In questo esordio luminoso e contundente, Michele Ruol ci conduce nell’intimità dei suoi personaggi attraverso le impronte lasciate sugli oggetti della casa in cui abitavano, riuscendo a farci continuamente ricredere sull’idea che ci siamo fatti su ciascuno di loro – e forse anche su quella che abbiamo di noi stessi.

MICHELE RUOL
Chicago, 1986
medico anestesista, scrive per il teatro e ha pubblicato racconti sulle riviste letterarie «Inutile» ed «Effe – Periodico di Altre Narratività», oltre che in raccolte a più voci, come L’amore ai tempi dell’apocalisse (Galaad), a cura di Paolo Zardi, e Il Veneto del futuro (Marsilio), a cura di Alessandro Zangrando. Il testo Betulla, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano per il podcast Abbecedario per il mondo nuovo, è stato pubblicato nel libro omonimo edito da Il Saggiatore. Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia è il suo esordio come autore di narrativa.

Il libro ha vinto la 31ma edizione del Premio Giuseppe Berto 2024, premio letterario nazionale per opere prime di narrativa italiana

motivazione
“𝑈𝑛 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑜 𝑓𝑒𝑟𝑜𝑐𝑒 𝑒 𝑚𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑖𝑜𝑠𝑜, 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑎𝑔𝑖𝑛𝑎 𝑑𝑜𝑝𝑜 𝑝𝑎𝑔𝑖𝑛𝑎, 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑎𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑑𝑜𝑝𝑜 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑎𝑔𝑙𝑖𝑜, 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎 𝑙’𝑢𝑚𝑎𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑠𝑣𝑒𝑛𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑎𝑛𝑑𝑜𝑐𝑖 𝑖𝑛 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑠𝑝𝑖𝑒𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑠𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑓𝑟𝑎𝑔𝑖𝑙𝑖 𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑛𝑠𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑖 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑡𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎. 𝑅𝑢𝑜𝑙 𝑒̀ 𝑢𝑛𝑜 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖𝑟𝑎 𝑎𝑙𝑙’𝑒𝑠𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎, 𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑙𝑖𝑛𝑔𝑢𝑎 𝑎𝑠𝑐𝑖𝑢𝑡𝑡𝑎 𝑒 𝑐ℎ𝑖𝑟𝑢𝑟𝑔𝑖𝑐𝑎 𝑒̀ 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑢𝑙𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛’𝑎𝑐𝑢𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑎𝑝𝑒𝑣𝑜𝑙𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑡𝑟𝑎𝑢𝑚𝑎𝑡𝑖𝑐𝑖 𝑒 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑚𝑝𝑟𝑒𝑛𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎. 𝐼𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑒𝑠𝑜𝑟𝑑𝑖𝑜 𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑔𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑖𝑙𝑒 𝑒 𝑙𝑎 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑐𝑐𝑎𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑡𝑒𝑟𝑖𝑎 𝑛𝑎𝑟𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎.”

Ha inoltre vinto la 9^ edizione del Premio Fondazione Megamark, rivolto alle case editrici di tutta Italia e riservato agli autori esordienti nella narrativa

Il pozzo vale più del tempo, Marsilio, 2024
Dalia, otto anni, dopo un incidente passa molti giorni in un ospedale che non è un ospedale perché il mondo non è più il mondo; viene dimessa, torna a casa, la casa è vuota, probabilmente tutti sono morti. Dalia, nei giorni di ricovero, conosce due bambini che hanno avuto pure loro un incidente: il bambino soporoso che non può parlare e Morena, che non si muove bene, ma riesce a scrivere. Uscita dall’ospedale, di quei bambini, Dalia per molto tempo non saprà niente. Senza famiglia, senza soldi e senza casa, Dalia viene accolta dalla vecchia Fioranna, che ha fatto la maestra, sa insegnare e sa difendersi. Fioranna insegna a Dalia due cose: che il mondo così come gli esseri umani l’hanno conosciuto esiste ancora ma è nascosto sulle montagne, e come seppellire un corpo. Così Dalia, dalla valle tiranneggiata dalla famiglia Boscarato, i padroni di sempre – perché il mondo non è più lo stesso, ma chi è padrone tale rimane –, ascende alla montagna e arriva al Villaggio dei Pozzi. Sapendo come accudire e come seppellire, Dalia sa come trattare i corpi vivi e morti, anche quelli non umani. È così che diventa l’assistente del macellaio Biagio e la dama di compagnia dell’eccentrica Orsola. Se in ospedale, da bambina, i compagni di Dalia erano il bambino soporoso e la bambina con la penna, nella sua età matura sono proprio loro: Biagio, il macellaio burbero perseguitato da una gatta bianca, e Orsola, la donna delle storie, che vive da sola in un albergo dismesso dove, come ormai ovunque, si è consumato un delitto.
La temperatura del mondo fluttua intorno ai cinquanta gradi, le coltivazioni stentano, il bestiame muore, in montagna c’è acqua ma non ci sono armi né medicinali, in pianura ci sono sia le armi che i medicinali, ma non ci sono né acqua né cibo. È naturale che i Boscarato, come fanno sempre i padroni, tentino di mangiarsi tutte le risorse. Ma quando la temperatura esterna è tanto alta il capitale umano è l’unica risorsa che resta, e mangiare non ha più un significato così metaforico.

GINEVRA LAMBERTI
1985
Laureata in Lingue e Culture Euroasiatiche e del Mediterraneo
Vive tra Roma e Vittorio Veneto.
Dopo La questione più che altro, suo primo romanzo uscito nel 2015 per Nottetempo, con Marsilio ha pubblicato Perché comincio dalla fine (2019, premio Mondello 2020) e Tutti dormono nella valle (2022).
I suoi romanzi sono stati tradotti in Germania, Cina, Francia, Regno Unito e Brasile.
Nel 2024 per Marsilio è uscito Il pozzo vale più del tempo e per Marsilio Arte Un paesaggio tutelato Le colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene con fotografie di Filippo Romano
È editorialista del quotidiano Domani.

CLAUDIO PANZAVOLTA
Faenza, 1982.
Vive a Venezia
Dopo essersi laureato in Storia contemporanea all’Università di Bologna, ha studiato Sceneggiatura cinematografica e televisiva a Roma.
Suoi racconti e contributi sono apparsi sulle riviste «Flanerí Mag», «Pastrengo» e «Rifrazioni»
Lavora come editor della narrativa italiana per la casa editrice Marsilio. Insegna al Master in Editoria dell’Università degli Studi di Verona. Tiene inoltre corsi per la Scuola Holden e per la scuola di scrittura autobiografica e narrativa Il Portolano
Nel 2014 ha pubblicato il romanzo L’ultima estate al Bagno Delfino.
Il suo ultimo romanzo Al passato si torna da lontano, Rizzoli, è stato pubblicato nel 2020 

Un incontro diverso dal solito;
presentiamo il libro
𝐎𝐥𝐢𝐯𝐞𝐭𝐭𝐢. 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 che ha il merito di far conoscere al pubblico come la fabbrica Olivetti ha inciso nell’Italia del Novecento.

Olivetti. Storie da una collezione, Ronzani Editore, 2024
Questo volume raccoglie e descrive per la prima volta, con oltre 500 immagini, molti dei più significativi materiali grafici e pubblicitari realizzati nei circa novant’anni di storia della Olivetti. Una documentazione rara e preziosa, che ricostruisce un aspetto fortemente identitario dell’azienda componendolo in un affascinante continuum visivo. Quella sorta di ‘utopia umanistica’ che ha accompagnato le vicende aziendali della Olivetti e di Adriano Olivetti è un fenomeno di originalità esemplare nella storia italiana del Novecento, in cui il coinvolgimento nelle strategie d’impresa delle migliori energie culturali del nostro paese ha agito su fronti molteplici, costituendo un lascito su cui c’è ancora molto da ricercare e riflettere. Una raccolta di progetti, disegni, manifesti, opuscoli, carte intestate, libri, manuali, capaci di rappresentare quel ‘mondo’ Olivetti al quale hanno contribuito ingegneri, architetti e designer come Ettore Sottsass, Carlo Scarpa, grafici come Bruno Munari, autori come Elio Vittorini, Leonardo Sinisgalli.

FIORELLA BULEGATO
direttrice della collana Arte e design di Ronzani Editore
https://www.iuav.it/…/docenti201/Bulegato-F/index.htm

ALBERTO BASSI
si occupa di storia e critica del design ed è professore all’Università Iuav di Venezia. Coordina il curriculum interior design del corso di laurea in disegno industriale e multimedia e fa parte del comitato scientifico dell’Archivio Progetti Iuav. Collabora con riviste di settore – come “Casabella”, “Abitare” e “Auto & Design” – e quotidiani; ha scritto numerosi libri, fra cui, “La luce italiana” (Electa, 2004), Design anonimo in Italia. Oggetti comuni e progetto incognito” (Electa, 2007); “Food design in Italia. Il progetto del prodotto alimentare” (Electa, 2015), premiato con il Compasso d’oro ADI nel 2108; “Design contemporaneo. Istruzioni per l’uso” (Il Mulino, 2017)
https://www.iuav.it/…/docenti201/Bassi-Albe/index.htm

GIORGIO PRADELLA
Architetto libero professionista.
Ideatore e promotore dell’iniziativa mu.ri museo diffuso regionale dell’ingegneria. Coordinatore comitato scientifico del progetto interuniversitario di ricerca e divulgazione dolomiti, fabbriche del paesaggio. Collabora con le Università degli Studi di Padova e di Udine. Ha pubblicato il libro Carlo Pradella ingegnere, Marsilio.

Paolo Malaguti incontra le classi I e II del Liceo Berto.

Piero fa la Merica, Einaudi, 2023
Piero dei Gevori ha quindici anni e vive ai margini del bosco del Montello, l’antica riserva di legna della Serenissima. In famiglia sono tantissimi e poverissimi, hanno una casa che sta in piedi per miracolo, mangiano poco e non possiedono nulla. Come se non bastasse, la cattiva sorte si accanisce su di loro. Da qualche tempo, giù al paese, si dice che alla Merica regalino la terra a chi ha voglia di lavorare. Dopo l’ennesima ingiustizia, per i Gevori mettersi in viaggio in cerca di fortuna non è più una scelta, ma l’unica salvezza. Eppure, quando arrivano in Brasile insieme alla marea di italiani in fuga dalla miseria, non trovano il paradiso promesso. Lì in mezzo al nulla bisogna farsi spazio, abbattere gli alberi per costruire tutto da zero: dovranno strappare la terra al mato, tra le minacce sconosciute della foresta vergine, lontani da tutto e da tutti, senza alcuna possibilità di tornare alla vita che si sono lasciati alle spalle. Piero aiuta il padre e la sorella a mandare avanti il fondo, tira su case, semina granturco e fagioli: arriva alla sera con le ossa rotte, ma nel frattempo cresce. E crescendo impara due cose: che per morire basta il morso di un serpente, e che il primo amore è più pericoloso di tutte le bestie feroci messe insieme. Nel groviglio del mato, oltretutto, sarà lui a scoprire quello che nessuno aveva rivelato ai migranti. La loro terra appartiene ad altri, i nativi che quelle colline le abitano da sempre. Nel suo nuovo romanzo, Paolo Malaguti dà vita a una pagina dimenticata della migrazione italiana. Con la felicità narrativa che ben conosciamo e una lingua che ha i colori del veneto, dell’italiano e del portoghese, ci proietta in un mondo lontano e avventuroso, fatto di fatica e piante esotiche, febbre dell’oro e tradizioni da custodire a un oceano di distanza.

PAOLO MALAGUTI
Monselice (PD), 1978
È autore di Sul Grappa dopo la vittoria, Santi Quaranta, 2009; Sillabario veneto, Santi Quaranta 2011; I mercanti di stampe proibite, Santi Quaranta, 2013; La reliquia di Costantinopoli; Neri Pozza, 2015, con cui ha partecipato al Premio Strega; Nuovo sillabario veneto, BEAT, 2016; Prima dell’alba, Neri Pozza, 2017; Lungo la Pedemontana. In giro lento tra storia, paesaggio veneto e fantasie, Marsilio 2018; L’ultimo carnevale, Solferino, 2019. Per Einaudi ha pubblicato Se l’acqua ride (2020 e 2023), premio Latisana per il Nord-Est ex aequo, premio Biella Letteratura e Industria, e finalista al premio Campiello; Il Moro della cima, 2022, premio Mario Rigoni Stern e premio Monte Caio; Piero fa la Merica, 2023 – vincitore Premio Acqui Storia 56^ edizione e del Premio Manzoni per il romanzo storico.

Ritanna Armeni incontra le classi III del Liceo Berto.

Il secondo piano, Ponte alle grazie, 2023
In un convento francescano di periferia, tra i profumi del giardino e un nuovo quartiere in costruzione, suor Ignazia e le sue sorelle si trovano nella surreale situazione di ospitare al piano terra un’infermeria tedesca e al secondo alcune famiglie sfuggite per miracolo al rastrellamento del Ghetto. A separarli, solo una scala e l’audacia mite di chi non esita a mettersi in gioco fino in fondo. Roma, nell’ultimo anno di guerra, non è «città aperta». I tedeschi, a un passo dalla sconfitta, la stringono in una morsa sempre più spietata, gli alleati stentano ad arrivare, i romani combattono pagando con il sangue ogni atto di ribellione. In una città distrutta dalla fame, dalle bombe, dal terrore, gli ebrei vengono perseguitati, deportati, uccisi, come il più pericoloso e truce dei nemici. E la Chiesa? Mentre in Vaticano si tratta in segreto la resa nazista e il pontefice sceglie, più o meno apertamente, la via della cautela, i luoghi sacri si aprono ad accogliere – sfidando le regole e perfino alcuni comandamenti – chi ne ha bisogno. È così che Ritanna Armeni, con l’entusiasmo rigoroso e profondo di sempre, attraversa un passaggio cruciale della nostra Storia e dà corpo a una vicenda esemplare, che parla di coraggio e sorellanza, di forza e creatività, di gioia, paura, resistenza.

RITANNA ARMENI
Brindisi
Giornalista e scrittrice. Ha lavorato a Rinascita, il manifesto, l’Unità, Liberazione. Capo ufficio stampa di Fausto Bertinotti; è stata per quattro anni conduttrice di Otto e mezzo insieme a Giuliano Ferrara.
Ha pubblicato Di questo amore non si deve sapere, 2015, vincitore del Premio Comisso; Una donna può tutto, 2018; Mara. Una donna del Novecento, 2020, vincitore del Premio Minerva; Per strada è la felicità, 2021; Il secondo piano, 2023, vincitore del Premio Fiuggi per la narrativa storica; tutti usciti per Ponte alle Grazie.

La guerra partigiana raccontata attraverso le storie di tantissime donne che l’hanno fatta. Benedetta Tobagi incontra le classi IV e V del Liceo Berto, rispondendo alle loro domande.
Un dialogo e un confronto con gli studenti per suscitare riflessioni e per interrogarsi anche con il presente.

La resistenza delle donne vincitore del Premio Campiello 61^edizione, 2023
«Dedico questo premio a tutte le donne che resistono, che non hanno voce e che spero possano trovarla nei libri» Benedetta Tobagi

La resistenza delle donne, Einaudi, 2022
Le donne furono protagoniste della Resistenza: prestando assistenza, combattendo in prima persona, rischiando la vita. Una «metà della Storia» a lungo silenziata a cui Benedetta Tobagi ridà voce e volto, a partire dalle fotografie raccolte in decine di archivi. Ne viene fuori un inedito album di famiglia della Repubblica, in cui sono rimesse al loro posto le pagine strappate, o sminuite: le pagine che vedono protagoniste le donne. La Resistenza delle donne è dedicato «A tutte le antenate»: se fosse una mappa, alla fine ci sarebbe un grosso «Voi siete qui». Insieme alle domande: E tu, ora, cosa farai? Come raccoglierai questa eredità?

BENEDETTA TOBAGI
Milano, 1977
Laureata in filosofia, Ph.D in storia all’Università di Bristol, continua a lavorare sulla storia dello stragismo.
È stata conduttrice radiofonica per la Rai e collabora con la Repubblica.
Dal 2012 al 2015 è stata componente del consiglio di amministrazione della Rai.
Si occupa di progetti didattici e formazione docenti sulla storia del terrorismo con la Rete degli archivi per non dimenticare.
Per Einaudi ha pubblicato Come mi batte forte il tuo cuore. Storia di mio padre (2009 e 2011) libro che ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Estense, il Premio Sciascia e il Premio Capalbio, Una stella incoronata di buio. Storia di una strage (2013 e 2019), Piazza Fontana. Il processo impossibile (2019).
La Resistenza delle donne (2022) ha vinto il Premio Campiello 61^edizione, 2023 e Segreti e lacune. Le stragi tra servizi segreti, magistratura e governo (2023)

Continuiamo gli incontri con il Liceo Berto.
Incontri con scrittrici e scrittori per trasformare la lettura in un’esperienza condivisa e per avvicinare le studentesse e gli studenti ai temi dell’attualità e alle storie contenute nei romanzi offrendo la possibilità di confrontarsi con chi quelle storie le ha scritte, e può con la sua esperienza ampliare la loro prospettiva

Inauguriamo a gennaio la rassegna Parole di carta 7^ edizione con il vincitore del premio Berto 2023; l’incontro è curato insieme all’Associazione Giuseppe Berto.
Continuiamo poi gli incontri con il Liceo Berto che anche quest’anno è stato coinvolto e avrà un ruolo attivo e importante in questo interessante percorso. La scelta delle scrittrici e degli scrittori è stata condivisa e la risposta da parte degli autori è stata entusiasta, dimostrando come la scuola sia riconosciuta per l’attenzione che dimostra per la lettura .
Gli incontri sono a cadenza mensile e si svolgeranno nella sala del centro sociale alle ore 20.30.

E altri incontri seguiranno.
Il Comune di Mogliano Veneto sostiene e patrocina l’iniziativa.
quarantaduelinee persegue nel suo obiettivo di coinvolgere giovani, lettori e cittadini nel progetto culturale che l’associazione promuove ormai da nove anni con la rassegna Parole di Carta.

Il 23 settembre 2023 a Mogliano Veneto, Alessandro Della Santunione è stato proclamato vincitore della XXX edizione del Premio Giuseppe Berto, premio nazionale dedicato alle opere prime di narrativa italiana.
motivazione della giuria:
A sorprendere più di ogni altra cosa il lettore è il tono di una sospensione, un’atmosfera di incredulità, a cui corrisponde una lingua che semina ironia a ogni riga e chiede al lettore di lasciarsi andare.  Per tutte queste ragioni la giuria del Premio Berto 2023 ha ritenuto il libro una delle opere più originali degli ultimi anni, e non solo tra quelle d’esordio, decretandone la vittoria all’unanimità.

Associazione Giuseppe Berto
L’Associazione Giuseppe Berto nasce su iniziativa di Manuela e Antonia Berto, rispettivamente moglie e figlia dello scrittore moglianese. Cesare De Michelis, professore universitario, editore, critico letterario, profondo conoscitore dell’autore, ne diventa il Presidente.
Dal 2018, dopo l’improvvisa scomparsa di De Michelis, Diego Bottacin, tra i soci fondatori, è il nuovo Presidente. L’intento dell’Associazione è valorizzare la figura di Giuseppe Berto non solo come scrittore, ma anche autore per il teatro, il cinema e tutte le variegate attività culturali che hanno contraddistinto la sua vita, e riportare l’attenzione sulla sua figura complessa ma senz’altro affascinante.


Poco mossi gli altri mari, Marcos y Marcos, 2023
Nella pianura emiliana, c’è una famiglia che decide di restare unita.
Dividono e ridividono le stanze, arredano soffitte, per farci stare cognati, nonni, fidanzate, amanti, prozie. Anche bisavoli e trisavoli, perché nel loro appartamento comunista non muore più nessuno. In cucina risuonano dialetti antichi e volgarità moderne, quando preparano lasagne per una tavolata infinita. Il loro è un tempo a fisarmonica: qualcuno smette di invecchiare mentre altri invecchiano tantissimo, un viaggio può durare mesi per chi parte e minuti per chi resta. Quando improvvisamente muore Dio, in casa lamenti e bestemmie si levano altissimi. Nessuno ha più voglia di mangiare e allora si prendono un maiale, come animale da compagnia. Un parco pieno di bisbigli, dove i bambini crescono selvatici, li circonda e intorno, come in un vortice, tutto sparisce. Una distopia emiliana della nostalgia.

ALESSANDRO DELLA SANTUNIONE
Vive a Modena, ha pubblicato alcuni racconti con Quodlibet ed il Dondolo. Lavora nel mondo del turismo. Viaggia molto, legge molto. Poco mossi gli altri mari è il suo primo romanzo. 

LUCIANA ERMINI
Laureata in Lettere con indirizzo storico, specializzata in Storia dell’Arte, diplomata alla Scuola di Giornalismo presso l’Università di Urbino. Insegnante di Lettere per decenni a Mogliano, è stata docente a contratto di enti culturali ed universitari del Veneto su progetti relativi ad attività di ricerca ed innovazione didattica. Giornalista, iscritta da 30 anni all’Ordine dei Giornalisti del Veneto, ha svolto la sua attività per i quotidiani locali, ed è stata Direttore Responsabile del mensile “L’eco di Mogliano”. Da anni è membro della giuria del Premio di Scrittura “Le città di Berto”. per giovani scrittori degli istituti superiori del Veneto e di altre regioni. Fa parte dell’ “Associazione Giuseppe Berto” e del direttivo dell’ “Associazione Culturale Mojan”. Come scrittrice, ha al suo attivo diverse pubblicazioni di storia locale e di sport.